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Visualizzazione dei post da Dicembre, 2011

Titolo: la fine dell’anno (tentativo di esegesi domestica)

Premessa. Mai piaciuti i buoni propositi di lodevoli intenzioni che ci si ripromette di concretizzare per tutto l’anno nuovo, no. Al posto loro io metterei un post di “cattive rievocazioni” degli anni andati, invece. Senza propositi da rispettare: semplici constatazioni da pensare. Sarebbe un passo forse più piccolo, ma più saldo.
Quindi ecco che, da brava scolaretta, copio da uno più bravo: Nostra Signora dell'Ipocrisia(F.Guccini)
Alla fine della baldoria c'era nell'aria un silenzio strano,
qualcuno ragliava con meno boria e qualcun altro grugniva piano;
alle sfilate degli stilisti si trasgrediva con meno allegria
ed in quei visi sazi e stravisti pulsava un'ombra di malattia.
Un artigiano di scoop forzati scrisse che Weimar già si scorgeva
e fra biscotti sponsorizzati videro un anchorman che piangeva,
e poi la nebbia discese a banchi ed il barometro segnò tempesta,
ci risvegliammo più vecchi e stanchi, amaro in bocca, cerchio alla testa...

Il mercoledì delle Ceneri ci…

Amor proprio

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Avete presente quelle persone noiose? Quelle indecise su tutto? Che passano davanti a una bancarella e gli viene voglia di comprare un pezzo di torrone, però poi pensano che stanno mangiando già troppi dolci in questo periodo e pensano alla mamma che ricorda sempre di essere cresciuta a un quadratino di cioccolato la domenica, e allora vanno avanti, dopo un attimo però tornano indietro dicendo che in fondo poi c’è stato il boom economico e ora stiamo bene e poi non si può mica essere così austeri con sé stessi non siamo mica in convento basta sapersi regolare un po’ di più, allora lo comprano e quando l’ambulante chiede se lo vogliono con le mandorle o con le nocciole non sanno decidersi e dicono nocciole no mandorle no dai nocciole mi scusi, chiede la grandezza e dicono un pezzettino piccolo, no un po’ di più ecco così, poi gli parla la voce della mamma in mente che dice che insomma era un prezzo al chilo un po’ altino questi commercianti ti spennano, allora indicano quel pezzetto l…

Eurasia ed Estasia

Quando vedo dei ragazzi agghindati in modo superobbediente alle ultime linee-guida della moda, mi viene in mente 1984 di Orwell. Quella cosa della guerra in corso alternativamente con l’Eurasia e con l’Estasia, e del repentino cambio di schieramenti che non viene fatto notare, che viene presentato dal regime senza fare una piega e facendo scomparire in un lampo tutto ciò che potrebbe provare che prima il nemico e l’alleato erano invertiti. Quando andavo a scuola io (chiedo scusa per la cerimoniosità fasulla dell’anti-giovanilismo che obiettivamente so di non potermi troppo permettere, ma è solo per dire: qualche anno fa, ma non troppi), per esempio, l’Eastpack lo si doveva portare molto basso, con le fasce delle spalle allungate al massimo: il raccordo fascia imbottita-cinghia era al limite, tanto che spesso si sfilava e toccava sistemarlo, e veniva a trovarsi sotto l’ascella; lo zaino doveva cadere sul sedere. Se lo portavi in modo diverso, più in alto come voleva la mamma ché se no…