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Visualizzazione dei post da Febbraio, 2012

Ricominciamo dalla scienza

Va bene, è lunghissimo e parla di quella cosa chiamata fisica che tutti a scuola odiavate, lo so. (Perché invece la Divina Commedia si capiva anche a occhi chiusi, no?) Però io devo segnalarlo. Lo diceva Socrate, mi pare, che conoscere le cause delle cose è una gran cosa.
Anche le opinioni vere, finchè restano, sono cose belle, capaci di realizzare tutto il bene possibile; solo che non acconsentono a rimanere per lungo tempo, e fuggono via dall'anima umana, per cui non hanno un gran significato, a meno che non s'incatenino con un ragionamento fondato sulla causalità. Ma proprio in questo consiste l'anamnesi. Se collegate, esse dapprima divengono scienza e, quindi, cognizioni stabili. Ecco perchè la scienza vale più della retta opinione: la differenza tra scienza e retta opinione sta, appunto, nel collegamento.(Menone, XXXIX 98a)
(Ai tempi, quando, forse solo per una causa contingente che non sto qui a dire, ero rimasta folgorata dal vecchio barbuto, avevo esplorato quella zona…

La ricerca della felicità

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La seconda volta che lo guardi non è come la prima. La seconda volta sai già la storia e lo guardi a fini terapeutici, per farti dire dal film – visto che tu non ce la fai – in tono minaccioso farti dire “adesso prova ancora a pensare che tu stai male, dai, provaci se ci riesci, a dire che non ce la farai mai”. La prima volta che lo vedi ti commuovi e non è una commozione contingente, di quelle di quando c’è la musica lenta e i due si lasciano e dietro cadono le foglie dagli alberi. È una commozione di gioia, quasi, una commozione totale. Di vita. Di stima per quell’uomo e per il genere umano in generale, capace di tanta crudeltà eppure di tanta resistenza, di tanta lotta silenziosa. Perché forse davvero gli uomini sono programmati per farcela, sempre, per piangere e corrodersi e sfibrarsi ma intanto resistere, contro ogni pronostico, resistere fino ad uscirne. Te l’aveva detto una persona tempo fa, te l’ha detto anche un professore di psichiatria, a cui tu possibilmente lo ridirai a…

Welcome to the jungle

Da femmina taciturna e a sangue freddo, di quelle che quando sentono un pettegolezzo tendono più ad analizzarlo filologicamente per scoprire con curiosità la forma iniziale da cui ha preso il via la degenerazione a palla di neve, e ricavarci un semplice sorriso solitario, invece che divulgarlo, consiglio questo breve spunto sul concetto di #notizia e di #giornalismo ai tempi della #rete. (E non si capisce quale dei tre ne esca meglio.) Tra i commenti, riporto quello di un certo GioT, che a sua volta riporta il sermone di un prete di un film (che a mia volta ho per caso visto poco tempo fa, tra l'altro, con Meryl Streep adorabilmente odiosa), che fa così: “Un giorno una donna spettegolava con un’amica di un uomo che a malapena conosceva… so che nessuno di voi l’ha mai fatto. Quella notte fece un sogno. Un’enorme mano apparve su di lei, e le puntò il dito contro. La donna immediatamente fu sopraffatta da un opprimente senso di colpa. Il giorno seguente andò a confessarsi, da un…

Non abbiate fretta (una personale concezione di musica)

“Sentiva che probabilmente il jazz era, secondo natura, il prossimo passo da fare, che era oltre il rock (o cosa diavolo ascoltava allora). Ma non aveva ancora affrontato questo passo. (…) Dicono che Kind of blue sia il disco con cui Miles Davis rivoluzionò il jazz, con cui diede vita al cosiddetto jazz modale, che aprì la strada all’improvvisazione estrema; che lo stesso John Coltrane, al sax tenore nel disco, trovò grande ispirazione su questo sentiero per i suoi futuri lavori. Lei non sapeva niente di tutto questo, lei sapeva suonare Sul cappello col flauto dolce. Però sapeva sdraiarsi sul letto, chiudere gli occhi e non avere fretta. Era un po’ l’insegnamento appreso fin lì, dopo tutto. Se hai fretta ascolti la Pausini, non i Pink Floyd.” (citazione inventata) È brutto da dire ma, come tutte le cose brutte da dire, un po’ lo si pensa. Dico il fatto che si tende a considerare due categorie di musica: quella di serie A e quella di serie B. Ognuno di noi ci mette dentro chi gli par…

Emergency boom (le nuvole e il doping)

“Elisabeth Loftus, una delle massime autorità mondiali nel campo della psicologia della testimonianza e della memoria, mostrò ad un gruppo di volontari la registrazione di un incidente automobilistico. Successivamente i soggetti vennero divisi in due gruppi: al primo fu chiesto a che velocità andassero le auto quando si erano scontrate, mentre a quelli del secondo fu chiesto a quale velocità andassero le auto quando si erano schiantate. Quelli del secondo gruppo indicarono velocità di gran lunga maggiori di quelli del primo. Una settimana dopo ai soggetti fu chiesto se avessero notato vetri rotti sulla scena dell’incidente. In realtà non vi erano vetri rotti, ma i volontari del secondo gruppo indicarono tale (inesistente) dato in percentuale doppia rispetto a quelli del primo.”
(da La manomissione delle parole, G. Carofiglio) Non so perchè, ma giurerei che anche l’anno scorso la neve era da record. Il gelo era siberiano, le città imbiancate, i treni in ritardo, le autostrad…