mercoledì 1 febbraio 2012

Emergency boom (le nuvole e il doping)

“Elisabeth Loftus, una delle massime autorità mondiali nel campo della psicologia della testimonianza e della memoria, mostrò ad un gruppo di volontari la registrazione di un incidente automobilistico. Successivamente i soggetti vennero divisi in due gruppi: al primo fu chiesto a che velocità andassero le auto quando si erano scontrate, mentre a quelli del secondo fu chiesto a quale velocità andassero le auto quando si erano schiantate. Quelli del secondo gruppo indicarono velocità di gran lunga maggiori di quelli del primo. Una settimana dopo ai soggetti fu chiesto se avessero notato vetri rotti sulla scena dell’incidente. In realtà non vi erano vetri rotti, ma i volontari del secondo gruppo indicarono tale (inesistente) dato in percentuale doppia rispetto a quelli del primo.”
(da La manomissione delle parole, G. Carofiglio)
Non so perchè, ma giurerei che anche l’anno scorso la neve era da record. Il gelo era siberiano, le città imbiancate, i treni in ritardo, le autostrade in tilt e il Paese in ginocchio. Anche l’anno prima e quello prima ancora. Davvero, non ci crederete mai, ma giuro che era venuto l’inverno anche tutte le altre volte e, giuro, faceva freddo anche allora, e il primo titolo di ogni quotidiano era anche allora l’emergenza gelo.
(Temo ormai che ai bambini non vengano più insegnate le quattro stagioni, ma le quattro emergenze. Anche la pizza, prima o poi, cambierà nome.)
Ora, io ho solo ventitré anni eppure ce l’ho fatta a capire questa cosa delle stagioni, la Terra che gira, l’orbita ellittica, sono riuscita ad abituarmi all’idea che d’inverno può capitare che nevichi. Davvero, è stato un passo duro e importante, ci son volute fior di suore dell’asilo coi loro disegni e lavoretti, ricerche di scienze, decine di palle di neve nella schiena e qualche slitta rotta, ma giuro che l’ho accettata, la verità, alla fine. Ma voi giornalisti, perché in molti avete i capelli grigi e ancora non avete capito che due fiocchi di neve e le catene alle ruote non fanno un’emergenza, che, proprio per definizione, ci vuole qualcosa di più? E poi: ogni anno si batte sempre il record, sempre, tutte le volte, com’è possibile? Forse le nuvole si dopano. Dovrebbe venirvi il dubbio, secondo me, vedi che poi ci scappa lo scoop.
(In principio era il Verbo, signori: le parole sono importanti.)

2 commenti:

  1. le suore che insegnano le scienze. pazzesco.

    alfred

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  2. Il tema sollevato è utile e importante, così come la citazione dell'incipit, ma l'analisi che ne segue non pare risolutiva. E' vero che l'utilizzo strumentale di termini e accezioni garantisce una studiata reazione cognitiva del lettore - come accade al testimone del fatto -, tuttavia il punto è che l'aver scovato un inganno non rende immuni e non immunizza dalla sorgente dell'infezione. Chi riporta un fatto in modo subdolamente tendenzioso ha l'obbiettivo di creare sensazione, sia che si accettino gli effetti dell'artificio, sia che non li si accettino. Perché dunque non concentrare l'attenzione sulle latitudini del vero, nelle parole come nei fatti, anziché lasciarsi sfiorare dagli abissi del posticcio?

    UomoperLaVia

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