venerdì 10 febbraio 2012

Welcome to the jungle

Da femmina taciturna e a sangue freddo, di quelle che quando sentono un pettegolezzo tendono più ad analizzarlo filologicamente per scoprire con curiosità la forma iniziale da cui ha preso il via la degenerazione a palla di neve, e ricavarci un semplice sorriso solitario, invece che divulgarlo, consiglio questo breve spunto sul concetto di #notizia e di #giornalismo ai tempi della #rete. (E non si capisce quale dei tre ne esca meglio.)
Tra i commenti, riporto quello di un certo GioT, che a sua volta riporta il sermone di un prete di un film (che a mia volta ho per caso visto poco tempo fa, tra l'altro, con Meryl Streep adorabilmente odiosa), che fa così:
“Un giorno una donna spettegolava con un’amica di un uomo che a malapena conosceva… so che nessuno di voi l’ha mai fatto. Quella notte fece un sogno. Un’enorme mano apparve su di lei, e le puntò il dito contro. La donna immediatamente fu sopraffatta da un opprimente senso di colpa. Il giorno seguente andò a confessarsi, da un anziano prete della parrocchia, Padre O’Rourke al quale raccontò tutto. “Il pettegolezzo è peccato?”, chiese al vecchio prete. “Era la mano di Dio onnipotente che puntava il dito contro di me? Le devo chiedere l’assoluzione padre? Mi dica, ho commesso peccato?”. “Si”, le rispose Padre O’Rourke, “si, donna ignorante e male allevata, hai detto falsità sul conto di un tuo simile, hai messo a repentaglio la sua reputazione, dal profondo del cuore te ne dovresti vergognare”. Allora, la donna disse di essere pentita, e chiese il perdono. “Non avere fretta”, disse O’Rourke, “va a casa tua prima, prendi un bel cuscino e portalo su tetto, squarcialo bene con un coltello, e poi ritorna da me”. Così la donna andò a casa, prese un cuscino dal letto, un coltello in cucina, salì sul tetto dalla scala antincendio, e squarciò il guanciale. Tornò poi dal vecchio prete come lui le aveva detto. “Hai squarciato il cuscino con il coltello?” Chiese lui. “Si padre”. “E il risultato qual è stato?” “Piume”, disse lei. “Piume”, fece eco il prete. “Piume dappertutto, padre”. “Ora, voglio che tu torni a casa, a raccogliere una per una tutte le piume volate via col vento”. “Beh”, rispose la donna, “non è possibile, non so dove siano finite, il vento le ha portate chissà dove”. “E questo è”, disse Padre O’Rourke, “IL PETTEGOLEZZO!”. Padre Flynn (Philip Seymour Hoffman) in IL DUBBIO.

2 commenti:

  1. Prediligere il silenzio analitico alla diffusione della mala parola è una dote rara, ma già nel silenzio è possibile fare un passo oltre. Per esempio meditare nel cuore la bellezza della vita nonché delle azioni significative che danno sostanza alle parole. E, oltre il silenzio, porre le giuste domande che disvelino tale bellezza. Come ogni piuma del cuscino del pettegolezzo si disperde tra mille soffi di vento, così una singola parola ispirata e coltivata con cura può diventare cascata inestinguibile.
    Data tale premessa, mi permetto una citazione di rimando che con le piume ha a che fare; una domanda, poche parole, una ricerca, perché possa essere meglio meditato il senso delle piccole cose che portano criterio e diventino cascata.

    "What is the scarlet tanager?"

    UomoperLaVia

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  2. (carino, l'anonimo!)

    Comunque. Non è mia intenzione tentare di difendere la categoria (a cui, tra parentesi, non appartengo). Dico solo che il giornalismo, se non vuol parlare solo di ciò che i politici hanno detto o fatto, e vogliono anche riportare la voce dell'opinione pubblica (oltre che formarla), dovrebbe ricorrere ad una cosa che si chiama demodoxalogia, che sarebbe tipo la scienza dello studio dell'opinione pubblica.
    Ecco, ora tu avrai pensato: che parola difficile e birbona, madonna!
    Infatti è più facile, rapido, economico, simpatico sbirciare su Facebook. Con gli effetti sono descritti nel post di Witt.

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