venerdì 6 aprile 2012

Esercizi di stile

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[Umberto Bossi] il 5 aprile 2012 si dimette da segretario federale del partito dopo l'inchiesta delle Procure di Milano, Napoli e Reggio Calabria che ha fatto emergere che parte dei soldi della Lega Nord sarebbero stati utilizzati dalla famiglia Bossi. Nel corso del medesimo Consiglio Federale durante il quale rassegna le proprie dimissioni, viene nominato Presidente della Lega Nord, succedendo a Angelo Alessandri. Nel ruolo di Segretario Federale, gli succede un triumvirato composto da Roberto Maroni, Roberto Calderoli e Manuela Dal Lago.

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Finalmente fora di ball! #legaladronachetantolofannotutti

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Ciò che più mi stupisce non è che rubano: è che abbiano bisogno di rubare. Con tutti i soldi che già prenderanno di stipendio! #nuntereggaepiù

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C’era qualcuno (al momento ho questo lapsus interdisciplinare per cui non ricordo se era Gaber o Montanelli, non so com’è) che a proposito di B. diceva che non gli faceva paura tanto il “B. in sé ma il B. in me.” Ed è un’asserzione lapidaria, tanto per la brevità quanto per l’incisività: rimanda a quella sorta di tribunale che tutti abbiamo nascosto dentro e in cui, ogni tanto, il portinaio si sveglia, sbadiglia, toglie i piedi dalla sedia e apre le porte a chi ci deve lavorare. Vuole dire che le cose, fuori, possono anche cambiare, le persone possono anche morire, ma poi rimangono sempre un po’ dentro di noi, e noi le portiamo avanti volenti o nolenti. Sia che si parli dei propri cari, sia di un politico che ha fatto scuola. Abbiamo questa grande orrenda responsabilità: di essere contemporaneamente il passato e il futuro di noi stessi. Di essere una spugna, e di dimenticarci sempre di strizzarla, prima di usarla.
La riporto, quest’asserzione, per sensibilizzarci un po’. Perché se vien da pensare che da adesso le cose non saranno più le stesse non è detto che si riesca a finire il pensiero, perché non siamo mica così sicuri che tutto quello che non ci andava bene fino ad adesso era il nome, la L. in sé. Era anche la L. in noi: il metodo, le dinamiche di comunicazione e di pensiero che ne scaturiva, i contenuti quasi ossessivi, le persone che tutto ciò accettavano e promuovevano, i prati e le sagre, i simboli. E dal maiale di C. non son giunte per ora alcune dimissioni.

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