lunedì 3 settembre 2012

Punti deboli. (Impersonale)

Il gomito del tennista, il mento del violinista, l'unghia del chitarrista, l'avambraccio del camionista.
Ci affrettiamo a posare la freccia sul doodle di google per sapere a cosa si riferisce, e non ci vergognamo nemmeno un po’ di parlare così, dudol, gugol. Beviamo il nostro caffè corretto Moment mentre il cielo grigio ci entra dalle narici, fa a botte con l’ipotalamo, e all’improvviso non riusciamo più a credere che fino a pochi giorni fa le cose erano diverse. Siamo diventati meteoropatici, con la pressione bassa nell’anima e un bisogno di anticiclone tra l’aorta e l’intenzione. Allora ci riempiamo di una torta al colesterolo e svariati quadretti di fondenteneronovi profumato al triptofano. Ridiamo forzati di quel personaggio che tempo fa credeva di aver scritto versi, mentre li aveva solo fatti, i versi. A volte non abbiamo da proporre che l'enigmaticità.

E a chi vi dice che con le parole si può tutto
Provate a chiedere di descrivere come ci si slaccia un bottone
Pollice indice troclea e tutto, minuziosamente
- Una volta ridevi per le cose che non facevano pensare
(e non cedere a chiasmi facili, facili giochi di parole)
Ci riuscivi
Giocavi

3 commenti:

  1. non sai con quanto rammarico ti comunico che per ben due volte ho provato a commentare questo post e per ben due volte la stupidità della sicurezza di blogspot mi ha fatto perdere tutto. rabbia..

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  2. mi dispiace! non so, forse ora sono riuscita a togliere la robina delle lettere, altrimenti non saprei...

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