domenica 23 settembre 2012

Sogghigni

Erano passati molti anni ma il suo rapporto con i dentisti non era cambiato: pochi giorni prima dell’appuntamento per la pulizia dei denti cominciava un programma iperintensivo di spazzolamenti con tre tipi diversi di spazzolini, minuziosi strofinamenti di filo interdentale, tre sbronze di colluttorio al giorno, niente cracker e biscotti farinosi e assoluto digiuno nelle otto ore prima dell’appuntamento. La preparazione di una colonscopia sarebbe stata meno impegnativa. E sì, si vergognava un poco di questo suo atteggiamento infantile, di non aver consumato a dovere i metri di filo interdentale che lo stesso dentista si era raccomandato l’anno prima – aveva iniziato, sì, con buona volontà, ma poi si sa: la routine, il tran tran, gli impegni, la noia, la trasgressione… da tutti i giorni si passa a giorni alterni, poi si elimina il sabato e la domenica perché è giusto, cosa sarà mai, e si arriva a farlo solo il primo del mese, simbolico. Si vergognava ma allo stesso tempo sogghignava nel pensare che l’avrebbe fregato anche stavolta, il caro dentista, che non si sarebbe accorto di niente. Come quando ti tagli una ciocca di capelli di nascosto dalla parrucchiera, tradisci il bibliotecario scorbutico col sorriso di quello del comune confinante, garantisci alla mamma che laverai il tavolo col Cif non sette ma settanta volte sette, e poi vai solo di acqua.
Siamo bambini incastrati in un contenitore cresciuto.

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