domenica 7 ottobre 2012

Un mondo fatto di corpi

Con un sentiero di clic che non saprei riprodurre, tra preferiti, feeds, link, mouse col singhiozzo, sono finita qua. E mi è venuto da scriverci su. Soprattutto: “si ride con la pancia, si sorride con la testa.” Che all’inizio l'avevo letto proprio letteralmente, e mi ero ricordata di tutte quelle volte in cui a me sembra davvero di sorridere ma lo sto facendo solo nella testa, e il viso è invece come imbalsamato in una maschera di cera, e non sorride. All’inizio non ci facevo caso, chissà quanto tempo ero andata avanti così, e invece poi viene Pirandello e Vitangelo Moscarda a istillarti il tremendo Pungolo della Vetrina, del non potersi veder vivere dall’esterno, e quando ci si scorge per caso muoversi naturali in una vetrina, subito ci si ri-imbalsama automaticamente. Da lì in poi detesti tutte le vetrine, i finestrini delle macchine parcheggiate, gli specchi in tutti i posti che non sono bagni, e ti sforzi in ogni occasione di metterti di fronte a te stesso e spiarti. O forse, se sei normale e sicuro di te e soprattutto occupato in altro, forse no. Comunque, era per dire che a volte mi capita di sorridere nella mente ma di accorgermi da sola che le labbra sono rimaste nella loro posizione di riposo. È tremendo scoprirsi così poco corporei in un mondo fatto di corpi.
Poi invece lì non parlava proprio letteralmente, di testa e di pancia, ma comunque lo segui lo stesso. (Non ti sei mai chiesta perché ridesse Monna Lisa, anzi, ti è sempre stata un po’ antipatica, effettivamente, Monna Lisa. A pelle. Come quelli che hanno gli occhi troppo vicini, per dire, o la voce troppo stridula: poi magari sono simpatici, ma all’inizio, a pelle, ti stanno antipatici. E poi è piatta, sempre uguale a sé stessa da che mi ricordi, come l’avevo ricopiata a tempera alle elementari, sfumando il cielo dietro e dando le curve giuste alla stradina sterrata, piatta come le foto dei morti: mai piaciute le foto dei morti – e anche quando li hai conosciuti vivi e te li ritrovi morti in una foto, la foto non riesci tanto a guardarla. Meglio i video nella testa, che hanno anche l’audio e tutto.)
E lo so che potrebbe sembrare snob dire che non ho mai visto Fantozzi e nemmeno me ne viene voglia ma preferisco incunearmi nelle righe sottili di Basta che funzioni, ma Gramellini poi parla dello “scudo con cui deviare i colpi del destino” – e i giornalisti editorialisti sono fatti apposta per ripararcisi dietro, quando non si sa come concludere da soli.

1 commento:

  1. Spero che questa tua per così dire incorporeità valga solamente per il sorriso e non, dalla parte opposta, anche per le lacrime...

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